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Chiesa dei Ss. Filippo e Giacomo
Italy

Interno

La chiesa, di stile neoclassico, è a pianta rettangolare a tre  navate. Quella centrale termina con un abside semicircolare. La volta, le pareti e i pilastri furono dipinti dal perugino Nicola Benvenuti. 

I banchi e le sedie poste nelle due navate laterali, recano ancora una targa con il nome della famiglia che li ha donati. Era tradizione infatti che partecipando alla Messa, la famiglia si sedesse sul banco corrispondente. Oltre alle famiglie ci sono anche nomi di montecastellesi che per aver ricevuto grazie per intercessione della Madonna dei Portenti, hanno voluto acquistare e donare le sedie, a ricordo dell’evento.

Ai lati delle navate, gli altari votivi venivano curati per lo più da confraternite religiose, o da gruppi particolarmente devoti a questa o a quell’immagine. Si ricamavano le tovaglie, si deponevano fiori e ceri, si accendevano i candelabri. L’altare prende il nome dal gruppo che lo gestiva (es. altare dell’Addolorata) o dal dipinto commissionato (es. altare del Sacro Cuore).

Nelle nicchie poste accanto ai due ingressi laterali, protetti da balaustre in ferro, trovano posto “il Fonte Battesimale” scolpito a mano (probabilmente risalente agli inizi del ‘500) e “La casa degli Oli Sacri (risalente allo stesso periodo) dove sono custodi l’Olio del Crisma, dell’Ordine e dell’Estrema Unzione.

Soffitto:

Le decorazioni del soffitto riportano ai lati i quattro evangelisti: Matteo Marco, Luca e Giovanni. Nei 3 riquadri rettangolari centrali si notano lo Stemma Pontificio (Tiara Papale, Chiave di San Pietro) le Tavole dei 10 comandamenti, il Pastorale vescovile e la palma (simbolo della gloria della Chiesa e di Gesù) ripetuto all’inizio e al termine della navata centrale, mentre al centro si nota l’immagine di Maria in tre diverse rappresentazioni: 

- mentre regge l’ancora (allegoria dell’ancora di salvezza)

- mentre regge la Croce di Gesù, il Calice e l’Ostia (simboli dell’Eucarestia)
- mentre ha in braccio Gesu Bambino (con San Giovanni Battista accanto)

Vetrate navate di destra

Partendo dal fondo, navata sinistra:
- prima nicchia (Altare dell’Addolorata) è raffigurata l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria, 
- seconda nicchia (Altare del Sacro Cuore) è raffigurata la Nascita di Gesù con la visita dei Magi
- terza nicchia (Altare dell’Esaltazione della Santa Croce) è raffigurata la Presentazione di Gesù al Tempio

Partendo dal fondo, navata destra

- prima nicchia (Altare Beata Vergine di Lourdes) è raffigurata la Deposizione di Gesù dalla croce nelle braccia di Maria
- seconda nicchia (Altare della Madonna del Pio Suffragio) è raffigurata la Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e Maria nel Cenacolo
- terza nicchia (Altare del Santo Rosario) è raffigurata Maria Regina della Chiesa (sullo sfondo si notano le sagome della Basilica di San Pietro e della nostra Chiesa Parrocchiale. Questa è stata applicata in sostituzione della precedente vetrata ed è stata donata dal Cav. Eugenio Masciotti di Monte Castello.

Vetrata rosone centrale (facciata)

La vetrata del rosone centrale che da’ luce a tutta la chiesa, rappresenta l’Incoronazione di Maria Regina degli Angeli e dei Santi. Mentre Dio Padre la incorona, Angeli, Serafini, Cherubini le fanno festa.

Statue 

Partendo dal fondo, navata sinistra

Madonna Addolorata (Altare dell’Addolorata)
Sant’Antonio da Padova con il Bambino in Braccio (Altare dell’Esaltazione della Santa Croce)

Partendo dal fondo, navata destra

Beata Vergine di Lourdes (Altare Beata Vergine di Lourdes)
Sant’Antonio Abate con porcellino (Altare……….)

Dipinti

Partendo dal fondo, navata destra

- prima nicchia (Altare dell’Addolorata) 
Madonna Addolorata ai piedi della Croce (commissionato dalla Confraternita della Madonna dell’Addolorata nel 1952)

- seconda nicchia (Altare del Sacro Cuore) 
Sacro Cuore di Gesù (opera del pittore romano Mario Barberis nel 1943 per proteggere i montecastellesi andati in guerra, commissionata dalla famiglia Ippoliti). Nella tela, Gesù appare in conversazione con alcuni personaggi montecastellesi tra cui vestito da militare Renato Ippoliti, mostrando il suo Sacro Cuore. Sullo sfondo si nota il panorama di Monte Castello sotto il cielo cupo della guerra ed un cannone posto lontano dal paese quasi a voler scongiurare il conflitto mondiale.

- terza nicchia (Altare dell’Esaltazione della Santa Croce)
 Esaltazione della Santa Croce (opera del  pittore romano Mario Barberis). Nel dipinto si notano in atto di adorazione con Sant’Antonio Abate, Sant’Antonio da Padova, San Francesco di Assisi, Santa Chiara, San Bernardino e Santa Caterina da Siena.

Partendo dal fondo, navata destra

- prima nicchia (Altare Beata Vergine di Lourdes) Apparizione della Vergine di Lourdes a Bernadette (opera del  pittore romano Mario Barberis). Il dipinto ricorda l’apparizione della Beata Vergine Maria che si presentò a Bernadette come “l’Immacolata Concezione”. Bernadette è inginocchiata ai piedi della grotta dell’apparizione

- seconda nicchia (Altare della Madonna del Pio Suffragio) Madonna del Pio Suffragio (opera del  pittore romano Mario Barberis). Il dipinto rappresenta Maria con il Bambino in braccio ed il Santo Rosario in mano. Accanto ad essa due angeli gettano dell’acqua sulle anime sottostanti immerse nel fuoco. La devozione vuole che ad ogni Ave Maria che recitiamo, Ela incarichi di portare sollievo alle anime del purgatorio.

- terza nicchia (Altare del Santo Rosario) Vergine del Rosario con Bambino in braccio. Accanto San Benedetto da Norcia e Santa Rita da Cascia. Inginocchiati sotto la nube San Pietro con la chiave in mano e Papa Pio IX°.

Altare Maggiore

Sopra l’altare la scritta: “ALTARE PRIVILEGIO PERPETUO” indica che la Chiesa dei S.s. Filippo e Giacomo (anticamente detta Chiesa del Pio Suffragio) ha avuto dalla Chiesa il particolare privilegio che ogni volta si celebri una Messa in suffragio dei defunti, questi acquisiscano particolari indulgenze per abbreviare la loro presenza nel Purgatorio e possano presto raggiungere per sempre la Gloria di Dio. Questo privilegio non viene concesso a tutte le basiliche e in Sagrestia è conservato il decreto di Papa Pio IX con rescritto del 28 novembre 1864.

Accanto al Crocefisso ci sono le statue di San Filippo (con il dito che punta verso l’alto indicando Dio – tale raffigurazione nasce dal racconto dell’episodio del Vangelo quando fu proprio Filippo a chiedere a Gesù di mostrargli il Padre) e San Giacomo Apostolo il Minore.

Affresco della Madonna dei Portenti

Al centro dell’altare si trova l’affresco che rappresenta la Madonna dei Portenti (così è venerata a Monte Castello) con il Bambino in Braccio e San Carlo Borromeo in preghiera accanto.

L’immagine, (opera probabilmente del pittore Scilla Piccinini), dipinta sul muro esterno di una torre appartenente alla famiglia di Andrea Fioretti nella contrada Vinello, esisteva fin dai primi del secolo XVIII, ed è al principio dell’anno 1732 che avviene la miracolosa manifestazione della Vergine.

La tradizione orale afferma che nell’anno suddetto un fanciullo, Egidio, trovandosi a pascolare le sue pecore nel prato di rimpetto alla S. Immagine, udì da questa uscire una voce che chiamandolo per nome, gli chiese di accenderLe un lume. Il bambino corse a raccontare l’accaduto alla propria madre, ma questa non prestò fede al racconto del ragazzo e senza dargli ascolto aggiunse che, anche se la Madonna avesse parlato, non aveva in casa neppure una goccia d’olio per accendere il lume.

Il bambino tornò sul luogo e rivolgendosi alla S. Immagine sacra le riferì fedelmente la risposta della madre. Allora il fanciullo udì una voce che gli comandò di tornare a casa e guardare  nel vaso perché lo avrebbe trovato pieno d’olio. Essendosi sparsa la voce della prodigiosa manifestazione, grande fu l’accorrere del popolo dei dintorni per venerare la Sacra Immagine e grandi furono ancora le grazie che Dio volle operare. In una supplica inviata al Pontefice di allora Clemente XII°, il popolo chiede sussidi per erigere una chiesa in onore della Vergine, chiesa che, secondo un primo progetto del vescovo diocesano, doveva essere sul luogo sesso del miracolo.

La volontà del popolo affinché l’immagine venisse trasportata nella chiesa parrocchiale, venne assecondata da Mons. Gualtieri che abbandonò dunque il primitivo progetto di erigere una chiesa sul luogo stesso dove si trovava l’immagine.

Nel momento in cui si dovette procedere al trasloco dell’immagine s presentò un grave problema perché bisognava staccare dal resto del muro il beano dove era dipinta l’Immagine e questo faceva temere uno scollegamento del tratto di muro effigiato. Ed è in questo frangente che si verificò un nuovo prodigio.

Dopo aver disegnate con la matita le linee dove doveva essere eseguito l’isolamento del tratto di muro effigiato dal resto della parete, i periti si appartarono per mangiare. Quando tornarono per terminare il lavoro, trovarono il muro staccato perfettamente su tutti i lati secondo le linee disegnate.

Simone Mazzi

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Uploaded: 16/10/2012
Updated: 10/06/2014
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The name "Italy" is shrouded in mystery; some etymologists trace it to a Greek word meaning "the land of young cattle."Italy was fond of Jupiter and Mars from the very start, Jupiter for fatherly good luck and Mars for war!But it all began with Rome. Rome was founded by Romulus and Remus who were sons of Rhea and Mars.The twins were abandoned at birth out of a fear that they would grow up and later overthrow Amelius, usurper of their grandfather's rightful throne.Wrongful mis-doings most foul! Treachery and sabotage!! HOW would these two blessed infants make their way in such a world?As it turns out, the twins didn't have to make their way very far, because one of them killed the other one and then they weren't twins anymore. But that happens later.First they got rescued by a she-wolf who suckled them with her milk and raised them as her own until they were discovered by the shepherd Faustulus.Faustulus fed them meat and bread and also raised them as his own until they were old enough to return to Amelius and hack him up as planned. They reinstated the grandfather Numitor to his rightful throne and went off to celebrate by starting a town of their own.They chose a hilly area where the mama wolf had saved them from certain death in the barren wilderness and began scouting locations.Romulus liked one hill. Remus liked another. The circle of crows like Romulus' hill, so Romulus killed Remus and named the town after himself. Thus Rome was born and Italy with it.Text by Steve Smith.