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Piazza del Teatro della Concordia
Italy

PIAZZA DEL TEATRO DELLA CONCORDIA

Facciata Teatro 

La facciata del Teatro della Concordia, “il più piccolo del mondo”, voluto fortemente da nove famiglie notabili del posto in piena epoca post rivoluzionaria francese e terminato nel 1809, è molto lineare e ricoperta da intonaco. La struttura si distingue dal resto degli edifici della piazza che lo circonda, e si sa che fu costruito nel luogo in cui esisteva una vecchia palazzina a tre piani. I recenti restauri, terminati nel 1993 e la conclusione dei lavori di rifacimento dell’ingresso a piano terra, rendono ancora più preziosa questa struttura, perno dell’attività culturale e turistica del paese.

Casa adiacente al teatro

L’edificio adiacente al teatro, con ampi cornici in cotto, esisteva già agli inizi dell’800, ma del suo utilizzo abbiamo notizia dal giornale locale “La Sveglia”, che nel 1897 racconta di balli di Carnevale e ingresso delle debuttanti in società, svolti all’interno degli ampi saloni interni, decorati con affreschi. Il palazzo, che si affaccia in Piazza Michelotta di Biordo è dotato di ampi spazi a piano terra, dove trovano posto “La più piccola galleria del mondo” con l’esposizione permanente delle opere del pittore Giovanni Crisostomo e la segreteria del’”International School of Art” che raccoglie numerosissimi studenti da tutto il mondo, che nei periodi estivi soggiornano a Monte Castello. 

Casa di fronte al teatro

Sempre dal giornale locale “La Sveglia” del 1897, sappiamo che l’edificio ospitava una locanda con annesse camere al secondo piano. Come numerosi altri edifici del paese, caratterizza la struttura la pietra viva, che mantiene il contatto con l’antica origine medioevale del castello.

Angolo vicolo del bacio

Proprio di fronte al Teatro, si trova uno dei luoghi più caratteristici del paese. “il Vicolo del Bacio”, così chiamato perché è talmente stretto che se ci si incontra in questo strettissimo vicolo non ci si può passare, se prima non ci si è scambiati un bacio o una stretta di mano. Non appena si esce, ci si imbatte in uno sconfinato panorama, dominato dalle dolci e verdi colline umbre.

Scendendo le scalette costruite all’interno del “torrione” ci si trova a ridosso delle mura perimetrali esterne del paese.

Pozzo

Il pozzo, è un’altra caratteristica del paese, se ne trovano molti e in buono stato, ma certamente quello posto in Piazza del Teatro della Concordia è uno di quelli più affascinanti, perché conserva ancora la carrucola superiore. Le dimensioni del pozzo ci indicano il suo utilizzo poteva essere limitato ad uso domestico o come raccolta di acqua piovana.

Antico convento Benedettino

Risalente tra il quattro cinquecento, la struttura, ora abitazione privata, spicca per la sua imponenza ed è segnalata per la prima volta come: “Contrada della Badia”. Che in antico il fabbricato ospitasse una comunità religiosa, non si sa di quale Ordine, probabilmente benedettino o francescano, lo ridicono e il nome e le credenze popolari.

Cipriano Piccol Passo da Casteldurante, l’odierna Urbania, accolto a Monte Castello il 28 aprile Ottavario di Pasqua, in un suo disegno rappresentò un’imponente torre incorporata nella seconda cinta muraria, priva della merlatura, del coronamento dei beccatelli e persino del provvisorio tetto, ad un solo spiovente.

Ancora adesso la sua architettura è di effetti contrastanti fra la pietra viva, il cotto e la vulnerabile arenaria.

La rovina de La Badia, da riferirsi a più battaglie, è raccontato da due epigrafi segnate su nastri di blocchetti calcarei, incorporati nella muraglia. La scritta sul prospetto di ponente, sopra la cerchia muraria esterna, faccia alla campagna, riporta due versetti del Salmo 18-19 di David, inno di giubilo e di ringraziamento:

“IMPVULVUS EVERSVS SVM VT CADEREME ET DOMINVS SVUSCEPIT ME” che tradotto vuol dire: “Mi assalirono nel giorno di sventura e il Signore fu il mio sostegno”.

L’altra, collocata su vari piani della facciata d’accesso, abbonda di abbreviature, tranne che nell’esplicito messaggio di San Paolo: “SPES NON CONFVNDIT” (ai Romani, 5,5) “La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato”. 

“POMPILI SPER. FANENS. LAVR. VBI TAE—A AB. A FVN. EREX MDLXXXVI”.

“Pompilio Speranza Abate da Fano contribuì alla sua erezione nell’anno 1586”. 

Il reperto consente una sufficiente interpretazione. L’ipotesi più probabile indicherebbe un Lorenzo Speranza da Fano, ricostruttore dell’edificio, per l’ampiezza abbracciata dall’iscrizione (che contiene anche il tenue gioco di parole fra SPES e SPERANZA). Di lui si presume che appartenesse alla medesima famiglia dell’Abate Pompilio Speranza, attestato per il 1953 proprio nell’Archivio Storico di Fano, come cameriere segreto di Gregorio XIII (1572-1585) interprete deciso del primato temporale di Roma. 

Di grande interesse è l’antico portone ligneo originale a doppia apertura: essendo l’ingresso del convento, la parte semicircolare superiore posta in alto, si apriva in occasione delle visite ufficiali di vescovi o personaggi emeriti.

Simone Mazzi

Copyright: Toni garbasso
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Uploaded: 16/10/2012
Updated: 10/06/2014
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Tags: theater
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The name "Italy" is shrouded in mystery; some etymologists trace it to a Greek word meaning "the land of young cattle."Italy was fond of Jupiter and Mars from the very start, Jupiter for fatherly good luck and Mars for war!But it all began with Rome. Rome was founded by Romulus and Remus who were sons of Rhea and Mars.The twins were abandoned at birth out of a fear that they would grow up and later overthrow Amelius, usurper of their grandfather's rightful throne.Wrongful mis-doings most foul! Treachery and sabotage!! HOW would these two blessed infants make their way in such a world?As it turns out, the twins didn't have to make their way very far, because one of them killed the other one and then they weren't twins anymore. But that happens later.First they got rescued by a she-wolf who suckled them with her milk and raised them as her own until they were discovered by the shepherd Faustulus.Faustulus fed them meat and bread and also raised them as his own until they were old enough to return to Amelius and hack him up as planned. They reinstated the grandfather Numitor to his rightful throne and went off to celebrate by starting a town of their own.They chose a hilly area where the mama wolf had saved them from certain death in the barren wilderness and began scouting locations.Romulus liked one hill. Remus liked another. The circle of crows like Romulus' hill, so Romulus killed Remus and named the town after himself. Thus Rome was born and Italy with it.Text by Steve Smith.