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Teatro della Concordia - platea
Italy

Il Teatro della Concordia

L’avvento di Napoleone in Italia, portò con sé uno spirito di rinnovamento, che non lasciò insensibili i cuori montecastellesi. Gli ideali di libertà, eguaglianza e fraternità e l’enorme potere amministrativo del paese, suscitò nelle famiglie più notabili del posto il desiderio di suggellare il periodo più fiorente del paese costruendosi un teatro: “… piccolo, a misura di paese”. 

Un salotto dove trascorrere le serate tra un ballo ed uno scherzo, tra una poesia ed un concerto. 
Il Teatro della Concordia è frutto del genio di progettisti e costruttori, che purtroppo né le carte, né la tradizione orale, hanno sino ad ora tramandato, ma se ne può senz’altro apprezzare il risultato: un piccolo salotto, la “bomboniera della cultura”, “il teatro più piccolo del mondo!”.

La struttura, inaugurata nel 1809, è stata ricavata sullo stesso luogo dove esisteva una palazzina a tre piani circondata da una piazza, dai vicoli e dagli edifici circostanti, che oggi costituiscono lo scrigno che nasconde il “bel gioiello napoleonico”. 

Lo spazio angusto, solo 200 metri quadri, non ha comunque impedito ai progettisti, di distribuire gli spazi in modo equilibrato. All’interno infatti, trovano posto due ordini di palchi ed un Foyerur, mentre all’ingresso sottostante è stata ricavata una sala espositiva. L’esistenza di questo teatro, metteva Monte Castello di Vibio al centro dell’attenzione della vita mondana dei paesi vicini, ed oggi il paese è apprezzato e conosciuto in tutto il mondo proprio grazie alla promozione attraverso i mezzi di comunicazione, ma soprattutto ai numerosissimi visitatori, che accolti con passione ed amore per il proprio paese dal gruppo di volontari che lo gestisce, invitano amici e conoscenti a fare la stessa esperienza.

La Stagione Teatrale offre un cartellone piuttosto vario, ma la struttura è particolarmente indicata come luogo ideale per matrimoni, convegni e meeting.

L’interno

La struttura, costituita interamente da legno quercino e roverella, consta due ordini di palchi, che in origine erano di proprietà delle famiglie. La suddivisione era in “Carati”, per questo i proprietari erano chiamati “Caratanti”. In platea trovano posto 37 poltroncine, che aggiunte ai 62 posti dislocati nei palchetti, fanno un totale di 99 posti. 
Ma non è per questo che il teatro è conosciuto come “il più piccolo del mondo”. Esso infatti racchiude in se tutte le caratteristiche dei grandi teatri ottocenteschi, che lo rendono inconfrontabile con altre strutture più piccole. 
Oltre al palcoscenico piuttosto ampio, il teatro dispone anche di due camerini. Cesare Agretti e Luigi Agretti Di particolare interesse sono gli affreschi del teatro realizzati in epoche diverse. 
Nella prima metà dell’800 fu il pittore perugino Cesare Agretti ad eseguire le decorazioni dei palchetti sui quali mise i nomi degli scrittori e commediografi del tempo come Goldoni, Del Testa, Giocosa, Marenco, Cicconi ecc.. e dipinse le colonne lignee in finto marmo venato. Nella decorazione che si trova nel palchetto centrale sono raffigurate due mani che si stringono in sego di Concordia. 
Dello stesso autore è anche il fondale dipinto nel quale si vede Monte Castello sullo sfondo ed un bosco di querce in primo piano. Nel 1892 fu il figlio Luigi Agretti a decorare il plafone nel quale raffigurò le figlie delle ore che si rincorrono lietamente attorno d un rosone centrale, i quattro palchetti di proscenio, le due lunette laterali ed il Foyeur dove i signori si riunivano in attesa dell’inizio dello spettacolo. 
Aveva solo 14 anni quando in due mesi realizzò tutti questi lavori.

Memorie

Di come veniva utilizzato il teatro fino ai primi del ‘900, si hanno poche notizie, ma non è difficile pensare che molto intensa doveva essere l’attività teatrale. Alcuni documenti esposti nel Foyeur, indicano che nel 1823, lo scrittore Cesari scrisse tre commedie appositamente per questo teatro. “Ciò piace alle donne” è stata rappresentata dalla filodrammatica locale riscuotendo un notevole successo. 
Nel 1911 fu installato l’impianto di illuminazione, prima costituito da lampade a petrolio o candele, e solo in seguito dal Cinema di Deruta, si aggiunsero due file di poltroncine mobili, per i più fortunati. Dal 1912 si tennero a teatro oltre alla commedia in tre atti “Le mosche bianche” numerose farse e rappresentazioni di grande successo come “La nemica”, “Addio Giovinezza”, “Tontolini e Somarelli”, la storia di un ciabattino e di un suo cliente che registrò un numero impressionante di repliche, ma fu nel 1942 che il teatro ospitò il grande soprano Antonietta Stella, una delle più grandi interpreti del repertorio verdiano. 
Nel 1945 fu la giovanissima Gina Lollobrigida ad interpretare Corina nella commedia di Scarpetta “Santarellina”. Ma gran parte della produzione artistica di quegli anni, si deve alla vena di Renato Ippoliti, unico dei caratanti ad opporsi al comune per edificare un teatro più grande, che sapeva tirare fuori il meglio soprattutto dai più giovani che lanciava sul palcoscenico. L’8 aprile 1951 va in scena “La Passione di Nostro Signore” che coinvolge circa 40 attori locali più o meno esordienti, e dopo mesi di prove, il meritato successo fu raggiunto, tanto che ne parlò anche la cronaca regionale. 
Da quel momento si chiusero i battenti, per riaprirsi 40 anni dopo. 
Di queste memorie, dobbiamo ringraziare Nello Latini, che pur non essendo uno dei proprietari del teatro, si è sempre impegnato per mantenere vive le tradizioni, trasmettendo a tutti un profondo amore per il paese. 
In eredità ha lasciato tutta la sua raccolta di foto e documenti legati al paese, che trovano posto nella sala espositiva del teatro a lui dedicata.

La Società del Teatro della Concordia, costituitasi il 4 luglio 1993, a seguito di un gruppo di lavoro promosso dal comune che intendeva trovare una soluzione, al difficile problema della gestione del bene, si propone di realizzare la tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio storico ed artistico costituito dal teatro e la promozione del suo territorio.

Simone Mazzi

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Tags: theater; tourism; architecture
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Teatro della Concordia - foyer
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Piazza del Teatro della Concordia
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The name "Italy" is shrouded in mystery; some etymologists trace it to a Greek word meaning "the land of young cattle."Italy was fond of Jupiter and Mars from the very start, Jupiter for fatherly good luck and Mars for war!But it all began with Rome. Rome was founded by Romulus and Remus who were sons of Rhea and Mars.The twins were abandoned at birth out of a fear that they would grow up and later overthrow Amelius, usurper of their grandfather's rightful throne.Wrongful mis-doings most foul! Treachery and sabotage!! HOW would these two blessed infants make their way in such a world?As it turns out, the twins didn't have to make their way very far, because one of them killed the other one and then they weren't twins anymore. But that happens later.First they got rescued by a she-wolf who suckled them with her milk and raised them as her own until they were discovered by the shepherd Faustulus.Faustulus fed them meat and bread and also raised them as his own until they were old enough to return to Amelius and hack him up as planned. They reinstated the grandfather Numitor to his rightful throne and went off to celebrate by starting a town of their own.They chose a hilly area where the mama wolf had saved them from certain death in the barren wilderness and began scouting locations.Romulus liked one hill. Remus liked another. The circle of crows like Romulus' hill, so Romulus killed Remus and named the town after himself. Thus Rome was born and Italy with it.Text by Steve Smith.