Lager di San Sabba
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Foto panoramica di Toni Garbasso PRO EXPERT MAESTRO Scattata 07:49, 13/05/2009 - Views loading...

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Lager di San Sabba

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La Risiera di San Sabba - stabilimento per la pilatura del riso edificato nel 1913 - venne utilizzata dopo l'8 settembre 1943 dall'occupatore nazista come campo di prigionia, e destinato in seguito allo smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia, al deposito dei beni razziati e alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. Il 4 aprile 1944 venne messo in funzione anche un forno crematorio. Nel 1965 la Risiera di San Sabba fu dichiarata Monumento Nazionale con decreto del Presidente della Repubblica. Nel 1975 la Risiera, ristrutturata su progetto dell'architetto Romano Boico, divenne Civico Museo della Risiera di San Sabba.

Al pianterreno dell'edificio a tre piani in cui erano sistemati i laboratori di sartoria e calzoleria, dove venivano impiegati i prigionieri, nonché camerate per gli ufficiali e i militari delle SS, vi erano 17 micro-celle in ciascuna delle quali venivano ristretti fino a sei prigionieri: tali celle erano riservate particolarmente ai partigiani, ai politici, agli ebrei, destinati all'esecuzione a distanza di giorni, talora settimane. Le due prime celle venivano usate a fini di tortura o di raccolta di materiale prelevato ai prigionieri: vi sono stati rinvenuti, fra l'altro, migliaia di documenti d'identità, sequestrati non solo ai detenuti e ai deportati, ma anche ai lavoratori inviati al lavoro coatto.

Nel cortile interno, proprio di fronte alle celle, sull'area oggi contrassegnata dalla piastra metallica, c'era l'edificio destinato alle eliminazioni - la cui sagoma è ancora visibile sul fabbricato centrale - con il forno crematorio. L’impianto, al quale si accedeva scendendo una scala, era interrato. Una canale sotterraneo, il cui percorso è pure segnato dalla piastra d’acciaio, univa il forno alla ciminiera. Sull’impronta metallica della ciminiera sorge oggi una simbolica Pietà costituita da tre profilati metallici a segno della spirale di fumo che usciva dal camino.
Dopo essersi serviti, nel periodo gennaio - marzo 1944, dell’impianto del preesistente essicatoio, i nazisti lo trasformarono in forno crematorio, in grado di incenerire un numero maggiore di cadaveri, secondo il progetto dell'"esperto” Erwin Lambert, che già aveva costruito forni crematori in alcuni campi di sterminio nazisti in Polonia. Questa nuova struttura venne collaudata il 4 aprile 1944, con la cremazione di settanta cadaveri di ostaggi fucilati il giorno prima nel poligono di tiro di Opicina.
L’edificio del forno crematorio e la connessa ciminiera vennero distrutti con la dinamite dai nazisti in fuga, nella notte tra il 29 e il 30 aprile 1945, per eliminare le prove dei loro crimini, secondo la prassi seguita in altri campi al momento del loro abbandono. Tra le macerie furono rinvenute ossa e ceneri umane raccolte in tre sacchi di carta, di quelli usati per il cemento.

L' architetto Romano Boico: “La Risiera semidistrutta dai nazisti in fuga era squallida come l’intorno periferico: pensai allora che questo squallore totale potesse assurgere a simbolo e monumentalizzarsi. Mi sono proposto di togliere e restituire, più che di aggiungere. Eliminati gli edifici in rovina ho perimetrato il contesto con mura cementizie alte undici metri, articolate in modo da configurare un ingresso inquietante nello stesso luogo dell’ingresso esistente. Il cortile cintato si identifica, nell’intenzione, quale una basilica laica a cielo libero. L’edificio dei prigionieri è completamente svuotato e le strutture lignee portanti scarnite di quel tanto che è parso necessario. Inalterate le diciassette celle e quelle della morte. Nell’edificio centrale, al livello del cortile, il Museo della Resistenza, stringato ma vivo. Sopra il Museo, i vani per l’Associazione deportati. Nel cortile un terribile percorso in acciaio, leggermente incassato: l’impronta del forno, del canale del fumo e della base del camino”.

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A: hodnik; vstop v Rižarno - hall - Rizarna entry Info office of Museum.

di Institut INOVATIV, 30 metri di distanza

The goal of this project is to clarify the absurdity of the Nazi regime to the younger generations. I...

hodnik; vstop v Rižarno - hall -  Rizarna entry Info office of Museum.

B: Vstop v Rižarno - rizarna entry - entry to Rizarna from street.

di Institut INOVATIV, 30 metri di distanza

The goal of this project is to clarify the absurdity of the Nazi regime to the younger generations. I...

Vstop v Rižarno - rizarna entry - entry to Rizarna from street.

C: Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - vhod v garažo - hall of commemorations entry with memorial plaques

di Institut INOVATIV, 40 metri di distanza

The goal of this project is to clarify the absurdity of the Nazi regime to the younger generations. I...

Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - vhod v garažo - hall of commemorations entry with memorial plaques

D: Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - muzejska zbirka s TV - museum collection with TV – civico Museo della Risiera – documenti e cimeli

di Institut INOVATIV, 40 metri di distanza

The goal of this project is to clarify the absurdity of the Nazi regime to the younger generations. I...

Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - muzejska zbirka s TV - museum collection with TV – civico Museo della Risiera – documenti e cimeli

E: Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - samica - jail »cell of death« - cella della morte

di Institut INOVATIV, 40 metri di distanza

The goal of this project is to clarify the absurdity of the Nazi regime to the younger generations. I...

Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - samica - jail »cell of death« - cella della morte

F: Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - garaža; muzejska zbirka - hall of commemorations;

di Institut INOVATIV, 50 metri di distanza

The goal of this project is to clarify the absurdity of the Nazi regime to the younger generations. I...

Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - garaža; muzejska zbirka - hall of commemorations;

G: Lager di San Sabba

di Toni Garbasso, 50 metri di distanza

La Risiera di San Sabba - stabilimento per la pilatura del riso edificato nel 1913 - venne utilizzata...

Lager di San Sabba

H: Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - zapori s celicami - jail with cellls - Celle

di Institut INOVATIV, 60 metri di distanza

The goal of this project is to clarify the absurdity of the Nazi regime to the younger generations. I...

Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - zapori s celicami - jail with cellls - Celle

I: Lager di San Sabba

di Toni Garbasso, 60 metri di distanza

La Risiera di San Sabba - stabilimento per la pilatura del riso edificato nel 1913 - venne utilizzata...

Lager di San Sabba

J: Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - glavni trg - main yard with monument of crematorium - impronta del Forno Crematorio

di Institut INOVATIV, 70 metri di distanza

The goal of this project is to clarify the absurdity of the Nazi regime to the younger generations. I...

Risiera di San Sabba - taborišče Rižarna - glavni trg - main yard with monument of crematorium - impronta del Forno Crematorio

Questo panorama è stato scattato in Trieste, Italy

Questa è una vista generale di Italy

The name "Italy" is shrouded in mystery; some etymologists trace it to a Greek word meaning "the land of young cattle."

Italy was fond of Jupiter and Mars from the very start, Jupiter for fatherly good luck and Mars for war!

But it all began with Rome. Rome was founded by Romulus and Remus who were sons of Rhea and Mars.

The twins were abandoned at birth out of a fear that they would grow up and later overthrow Amelius, usurper of their grandfather's rightful throne.

Wrongful mis-doings most foul! Treachery and sabotage!! HOW would these two blessed infants make their way in such a world?

As it turns out, the twins didn't have to make their way very far, because one of them killed the other one and then they weren't twins anymore. But that happens later.

First they got rescued by a she-wolf who suckled them with her milk and raised them as her own until they were discovered by the shepherd Faustulus.

Faustulus fed them meat and bread and also raised them as his own until they were old enough to return to Amelius and hack him up as planned. They reinstated the grandfather Numitor to his rightful throne and went off to celebrate by starting a town of their own.

They chose a hilly area where the mama wolf had saved them from certain death in the barren wilderness and began scouting locations.

Romulus liked one hill. Remus liked another. The circle of crows like Romulus' hill, so Romulus killed Remus and named the town after himself. Thus Rome was born and Italy with it.

Text by Steve Smith.

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