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DOGMA - Gabriele Micalizzi - Obiettivo Masaccio 2017 - dentro la fotografia - centrale
Tuscany

O Sirte o morte. Qualcosa vorrà dire se lo Stato islamico, che da mesi combatte sull’ultimo bastione in Libia, chiama in codice le sue autobombe col più arrogante dei nomi: dogma. Ogni credo si fonda sulla presunzione d’infallibilità: nell’indiscutibile fallimento d’una primavera araba e laica, che cosa c’è di meglio d’una Toyota al tritolo per ammazzare tutti i dubbi? Da Tripoli a Bengasi, quello che chiamavamo lo Scatolone di Sabbia è diventato una polvere esplosiva che nessuno spazza via, anzi: tre governi, due parlamenti, decine di milizie, venticinque milioni d’armi nelle mani di sei milioni d’abitanti, centinaia di miliardi di dollari inghiottiti nei conti esteri dei Gheddafi, i pozzi neri del gas e del petrolio che alla fine sono l’unico dogma da violare davvero. Mai fidarsi delle verità di facciata, soprattutto se si tratta d’arrivare a Sirte e uscirne vivi: l’eresia di Gabriele Micalizzi – e in questa mostra “Dogma” si vede - è starci mesi quando non ci sta quasi nessuno. E mangiare e dormire e andare al fronte, e nella paura abbracciarsi, coi miliziani che tentano di riprendere la città. E scovare una guerra nascosta negli stessi luoghi dove, cinque anni fa, moriva il rais e oggi crepano uomini ogni giorno, e con loro la speranza d’una Libia pacificata. Non si fanno prigionieri, a Sirte, e gli occhi dei prigionieri fotografati ci dicono che lo sanno. Lo sanno anche i giornalisti, che infatti ci vanno poco e malvolentieri. Un giorno, un mortaio ha colpito la macchina di Micalizzi e un cecchino ha mirato su un suo collega. Gabriele è qui a raccontarcelo e Jeroen Oerlemans, col quale si scherzava la sera prima, invece no. O Sirte o morte, il dogma a volte tira a sorte.

Francesco Battistini

Gabriele Micalizzi

Gabriele Micalizzi è un fotogiornalista che utilizza l’immagine come veicolo per raccontare con una visione autoriale progetti personali a lungo termine, editoriali, news internazionali. Nel 2016 balza agli onori del grande pubblico vincendo il concorso internazionale Master of Photography trasmesso da SkyArte in tutto il mondo. Inizia la sua carriera giovanissimo, subito dopo il Diploma in Maestro d’arte, nel 2008 fonda il progetto Cesuralab sotto la direzione artistica di Alex Majoli. Nel 2010 documenta le proteste delle “Camicie Rosse” a Bangkok e dal 2011 copre gli avvenimenti legati alla “Primavera Araba” in Tunisia, Egitto, Libia. Gabriele dice di se:

“Io direi che sono un fotoreporter, visto che faccio questo per vivere. Al Liceo scoprii la camera oscura, in quel mood da sottomarino sovietico in cui, con procedimenti di pura alchimia, davi vita ai tuoi ricordi, sono andato giù di testa. Il Liceo che frequentavo era molto particolare, l’ISA di Monza, praticamente un accademia d’arte pratica, molti laboratori. Ero un ragazzo abbastanza agitato e grazie al mio professore Flavio Pressato che mi teneva lì piuttosto che vedermi in giro a fare le tarantelle, passavo le mattine a stampare invece che seguire le altre lezioni. Mi ricordo che il frigo della camera oscura era pieno di pellicole, carta e salami. Dalla camera oscura ho fatto venti metri e sono andato nella biblioteca della scuola, lì ho visto i primi cataloghi dei grandi fotografi di guerra. Vedere quei posti esotici lontani, quelle situazioni estreme ed adrenaliniche mi hanno fatto immaginare e respirare l’avventura. Così decisi che quella era la mia strada, e da lì ogni giorno ho investito tutto il mio tempo ed energie per trovare il modo di avvicinarmi a questo mondo”.

Collabora con giornali e riviste nazionali e internazionali quali: New York Times, Magazine, Herald Tribune, New Yorker, Newsweek, Stern, Corriere Della Sera, Espresso, DRepubblica, Repubblica, Internazionale, Panorama, Sportweek, Wall Street Journal.

Copyright: Daniele Nardi
Type: Cylindrical
Resolution: 22570x8251
Taken: 15/06/2017
Uploaded: 15/06/2017
Updated: 26/06/2017
Views:

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Tags: exposition; obiettivo masaccio; gabriele micalizzi; skyarte; master fo photography; dogma; libia; pieve; san giovanni battista; san giovanni valdarno; fotoclub il palazzaccio
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